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Il Maestro Dino Gregorio, artista e sognatore, salvò la civiltà contadina raccogliendo attrezzi e storie tra le cascine. Per lui la storia non si studiava solo sui libri, si toccava con mano.
Il museo nasce tra i banchi di scuola: un sogno del Maestro diventato realtà grazie all'abbraccio di tutto il paese.
Cresce il patrimonio e il museo cambia tre sedi per dare spazio alla memoria. Ogni trasloco: un atto d’amore collettivo di Mairano.
Il museo trova casa nella cascina di Palazzo Calini. Un tempo dimora dei salariati, oggi è custodito dai loro discendenti e dai volontari dell'Associazione.
Dino non era un insegnante qualunque. Era uno scultore, pittore, poeta e artista poliedrico che vedeva bellezza e storia dove altri vedevano solo vecchi attrezzi arrugginiti. La sua missione è nata nelle cascine: visitava gli ultimi contadini per raccogliere non solo oggetti, ma testimonianze vive, per poi portarle in classe e mostrarle ai suoi alunni.
Scolpiva il legno, dipingeva le pareti del paese e scriveva poesie che ancora oggi risuonano nell’aria di Mairano.
Ha ideato il grande Gioco dell’Oca che oggi accoglie i bambini al piano terra, trasformando il ciclo della vita contadina in un’avventura interattiva.
Ha salvato un’intera generazione dal dimenticatoio, rendendo la comunità di Mairano più coesa e consapevole delle proprie radici.
Il museo è il suo testamento. Dalla prima aula scolastica del 1978 fino alla sede attuale, ogni stanza parla di lui. Anche se i tempi cambiano, il suo obiettivo rimane lo stesso: creare un ponte tra l’antico e il moderno, affinché i giovani possano capire da dove vengono per dare più valore a ciò che hanno oggi.